A Milano, l’indotto diretto dell’ultima Fashion Week di settembre 2025 ha iniettato circa 239 milioni di euro nell’economia cittadina (+12% rispetto all’anno precedente). Lo shopping pesa per il 46% della spesa totale, confermando che la FW è, a tutti gli effetti, un appuntamento per la clientela retail alto spendente. Ad esempio, durante la Fashion Week di Parigi gli Ultra High Net Worth Individuals spendono circa 30.950 euro in una sola settimana. Il settore del lusso ha però subito duri colpi in borsa e ora vediamo una leggera fase in cui la ripresa dei mercati ha portato questi titoli a non affondare, ma il settore è ancora in sofferenza per via dei dazi e per ristrutturazioni interne come ad esempio quella di Kering. Il settore lusso in generale sta comunque sotto-performando il mercato, infatti l’indice S&P Global Luxury Index, indice che racchiude i titoli del lusso e non solo della moda, ha una performance vicina all’8% contro le doppie cifre che vediamo sui principali indici benchmark di riferimento.
In occasione della Milano Fashion Week, David Pascucci – market analyst di XTB – ha analizzato alcuni dei titoli più rappresentativi del settore: LVMH, Kering e Brunello Cucinelli.
L’andamento di LVMH
Il re delle capitalizzazioni del lusso si trova sicuramente in difficoltà dal punto di vista dei numeri. Il fatturato è in calo dagli 86,15 miliardi di euro del 2023 fino ad arrivare agli 80,81 miliardi di euro del 2025, un calo significativo dovuto principalmente alla congiuntura globale del settore che tende a sottoperformare da tempo. Dai massimi visti nel 2023 intorno ai 904,5 euro per azione, il titolo è scivolato fino ai 436,6 euro per azione di giugno 2025, perdendo circa un -50%. Da inizio 2026 il titolo perde circa un -13%, raggiungendo picchi minimi del -20% in area 512 euro. La situazione tecnica è ancora compromessa al ribasso dal trend di lungo periodo che sembra non cambiare, continui i test dei minimi e la volatilità rimane ancora relativamente elevata. Le vendite intorno ai 645 euro tra novembre 2025 e gennaio 2026 pesano e danno forza al trend ribassista in atto. Per il momento la dinamica rimane tale seppur l’area tra i 450 e i 510 euro per azione sembra essere una forte zona di supporto dal quale il titolo, qualora dovesse testarla, potrebbe tentare di ripartire al rialzo, a condizione che il mercato azionario globale sia pronto per ulteriori gambe rialziste.

L’andamento di Kering
Il gruppo Kering è in ristrutturazione, con un focus particolare su Gucci: la situazione continua ad essere molto delicata. È un titolo che presenta delle criticità importanti, come ad esempio il rapporto prezzo/utili ben oltre i 450. Dal 2022 il gruppo è passato da un fatturato di 20,35 miliardi a 14,68 miliardi di euro, un calo netto e preoccupante che si riflette anche nelle quotazioni, dove il titolo ha perso circa il -80% dai massimi del 2021 in area 797,8 euro per azione. Il minimo è stato toccato nell’aprile del 2025 a 149,68 e al momento le quotazioni sono in ripresa da quei minimi intorno area 280 euro per azione. Attenzione perché da inizio anno, come LVMH, il titolo ha perso terreno toccando una performance negativa del -20%, per poi riprendersi leggermente presentando la stessa dinamica di vendite di LVMH con i ribassi dai massimi tra novembre 2025 e gennaio 2026. Per il momento l’area di supporto importante è quella che comprende i prezzi tra i 150 e i 200 euro per azione. Così come LVMH, Kering è alla prova di lungo periodo del suo trend ribassista, la vera prova è quella della zona di supporto.

L’andamento in controtendenza di Brunello Cucinelli
Molto bene Brunello Cucinelli con dei fondamentali che lasciano poco spazio a interpretazione. L’azienda presenta un fatturato in crescita costante dai 712,18 milioni del 2021 agli attuali 1,4 miliardi di euro, praticamente un raddoppio del fatturato in 5 anni. A livello tecnico però vediamo che il titolo ha perso circa un -40% dai massimi visti nel febbraio 2025 in area 133,20 euro per azione, arrivando a toccare un minimo in area 77,60 euro per azione tra settembre 2025 e il mese di gennaio 2026. La situazione tecnica, seppur ribassista, risulta diversa da LVMH e Kering in quanto i prezzi nel lungo termine presentano comunque una dinamica rialzista; ma in questo momento il titolo sta soffrendo il comparto. Una serie di minimi del 2023 in area 73 euro per azione forma un’ottima zona di supporto nel lungo periodo qualora il titolo dovesse proseguire il ribasso. In ogni caso i fondamentali risultano essere solidi anche se il rapporto prezzo/utili risulta leggermente elevato a 43.

In conclusione
I titoli del settore lusso sottoperformano, i grandi gruppi sono in sofferenza ma alcune eccezioni risultano interessanti anche se subiscono ancora l’effetto congiunturale di tutto il settore. Al momento la situazione tecnica di questi titoli sembra essere in linea con quanto vediamo a livello macroeconomico, con dazi che spaventano e una situazione macroeconomica ancora da definire con le banche centrali che vogliono tagliare i tassi per alimentare il credito. Per il momento questi titoli, potrebbero essere molto interessanti in ottica futura, soprattutto dopo un eventuale gamba ribassista dei mercati azionari globali. Per il momento la situazione tecnica su questi titoli del settore lusso rimane comunque negativa, ma i supporti tecnici potrebbero essere ritestati per eventuali ripartenze dopo la definizione dello scenario macroeconomico.
